insomma. sapevo benissimo di non aver scoperto l’acqua calda, ma non è per niente incentivante vedere che qualcuno ha scritto prima e meglio USANDO LE PAROLE CHE AVREI VOLUTO USARE IO
una relazione così ben fatta su software libero e pvs.
a pagina 36 si trova nello specifico ciò che vorrei (avrei voluto? ) trattare.
il problema è che quando si pensa ad un argomento da new-entry si è convinti di aver avuto una gran intuizione, ma nel delirio di onnipotenza si sovrastimano gli n-miliardi (6 e mezzo, poco da contare..) di persone che potrebbero averlo pensato prima di te.
allora a) io potrei appoggiarmi sulle loro ricerche e mettere i miei mattoncini. si sa mai che qualcuno trovi cose che non sa e che possano servire.
oppure b) potrei fare una versione annacquata da mera partecipante ad un seminario di software libero e darmi al cutandpaste.
penso che, per dignità personale e coerentemente con l’etica “open”, ora il mio nuovo compito sia trovare un sotto-sotto argomento da approfondire, non mi va per niente di reiterare temi che altri hanno già analizzato ampiamente. partendo da questi studi potrei focalizzarmi su una sfaccettatura particolare e entrare più nel dettaglio.
…
risvolto economico? risvolto giuridico?.. risvolto educativo? le famigerate “skills”?..risvolto socio-qualcosa che ora non mi viene in mente perchè mi si è spento l’interruttorino delle idee?..
questa è una sorta di intro piuttosto “sociologica”, giusto per sentirsi a casa:
http://lnx.tecnoetica.it/doc/Bennato_Tecnoetica.pdf
e questo è l’instillatore del dubbio/spunto di riflessione:
http://www.palmerini.org/publ/ldfi_2003.pdf
mumble mumble.
G.
bella relazione, ma hai dato un occhio all’articolo che ti avevo segnalato su slashdot??
sarebbe inoltre interessante vedere quali sono ad esempio le licenze, open=! free potresti valutare quale sarebbe l’impatto di licenze di tipo *BSD oppure il rilascio di software sotto doppia licenza (free e non)
un’altra cosa che potresti considerare è la questione outsurcing